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  • Silvano Scalabrella

La sapienza del cuore

Aggiornato il: 9 gen 2019

Cosa mi ha spinto a scrivere LA SAPIENZA DEL CUORE? Dopo tanti anni di vita, di ricerca interiore, di studio, di preghiera, è necessario iniziare a fare un po' di chiarezza, di sintesi, per poi ricominciare a cercare. la domanda di fondo è 'chi sono io?' e l'indagine interiore porta a scandagliare i fondali della coscienza, della meditazione, della preghiera. l'intento non è quello di essere originale ad ogni costo, ma di rendere conto a me stesso, a tutte le persone che mi hanno donato parte del loro tempo, non solo della coerenza della mia ricerca di senso ma soprattutto del non avere vissuto finora invano. Infatti, quando ti avvicini ai 70 anni di vita comprendi il valore di quella antica massima virgiliana che recita così: breve et irreparabile tempus, sed famam extendere factis, hoc virtutis opus. La impari nei primi anni di liceo, ma solo quando il tempo si fa realmente breve e irreversibile, comprendi che solo una vita virtuosa trasforma la brevità del tempo in qualcosa di eterno. Magari Virgilio non voleva proprio dire questo, però io gli do il senso di quel passo del Salmo 89 che dice: "Insegnami a contare i giorni ed avrò la sapienza del cuore". E' qui il punto: che significa 'contare i giorni'? Cos'è il 'giorno'? Ci viene in aiuto il Natale e, ancor più, l'Epifania: giorno è ciò, o colui, che non muore, che conserva sempre la sua risplenditività; è luce solare, sempre nuova; è il sempre presente, perché ci sta davanti nella sua visibilità, nella sua oggettività e perciò è vero, reale. 'Giorno' traduce il latino dies, che ha la stessa radice di deus e rinvia al più antico dyaus di origine sanscrita, condiviso sia come nome (Dyaus-Zeus, Diana Ecate) sia come sostantivo (dyana=meditazione). Ce n'è abbastanza per cogliere la complessità del nostro termine 'giorno'! Ricordate poi il famoso carpe diem? Letto in chiave edonistica significa 'cogli l'attimo', ma interpretato alla luce di quanto si è detto finora significa: vivi il presente, il sempre ora, nella sua continuità. E questo è possibile solo se si vive in modo il più possibile perfettamente virtuoso, attraverso la meditazione e la preghiera continua. E 'continua' non vuol dire 'ripetizione incessante di preghiere'. 'Continua' vuol dire: vita e preghiera diventate una sola cosa. Ecco la sapienza del cuore; ecco come si impara a 'contare i giorni'. Ciò che prima era due, ora è divenuto una sola cosa, nella pratica della attenzione e della presenza continua a se stessi, alla creazione, a Dio. Il Cuore rende uno ciò che prima è distinto in corpo-anima-spirito; il Cuore è sempre vigile, attento al Giorno che non muore, il cui splendore compenetra di sé l'intera creazione.

Come si fa a contenere in un libro tutte queste cose? Con l'età si perde l'arroganza di voler bere il mare per intero. Si è contenti di restare sulla riva.

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