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  • Silvano Scalabrella

Il cuore indiviso

Aggiornato il: 24 gen 2019

Il dualismo occidentale ha ridotto da secoli tutta la realtà all'opposizione di materia e spirito, anima e corpo. Figuriamoci se è disposto a riconoscere il cuore come via di conoscenza. Eppure, per la tradizione cristiana, particolarmente quella orientale, il cuore è realmente la via unitiva di corpo, mente e spirito. Per questo i contemplativi lo chiamano 'indiviso'. Chi ha letto 'I Racconti del pellegrino russo' ha scoperto l'esistenza della cosiddetta 'preghiera del cuore': Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore. Tra le vie mistiche la preghiera del cuore occupa un posto speciale. Ecco il suo punto di vista: il cuore aspira alle beatitudini (Mt.5,8); Grazia e libertà co-operano nel cuore dell'uomo; è il cuore che prega; il contemplativo può solo prepararsi a ricevere il dono divino, facendo silenzio nel cuore per ascoltare la conversazione trinitaria del Padre con il Figlio, nello Spirito Santo. La preparazione consiste in tre movimenti: abbandono dell'esteriorità, rientrare nella propria interiorità, slancio del cuore a Dio.

La preghiera è, dunque, un essere inabitati dal Signore mediante il dono dello Spirito Santo: essa è un ritorno al cuore, è desiderio di Dio senza interruzione. Poiché l'orante è dimora dello Spirito Santo (Gv,14,23), egli deve comprendere che la via mistica non è risultato di un processo graduale e perfettivo di esperienze; egli deve andare oltre la preghiera immaginativa e quella meditativa, per accedere così alla via apofatica (cioé 'negativa', propria del Dio Nascosto, di cui si può dire solo ciò che Egli non è), la Via del Cuore. I Padri esicasti (i cui insegnamenti sono raccolti nella Filocalia) affermano che si accede a questa Via, praticando con somma attenzione la 'custodia dell'intelletto nel cuore'.

Che cosa ha di diverso la preghiera del cuore rispetto a tutte le altre? Per molte ragioni, di cui parlerò nei prossimi giorni, essa permette di acquisire la forza per far fluire il pensiero nel corpo, attraverso il cuore; insegna a pensare non più con la testa ma 'con tutto il corpo'; ci fa comprendere che tutto è connesso, perché il suo punto di vista è cosmoteandrico (umano-cosmico-divino). Ma c'è ancora un'altra differenza: la preghiera del cuore ha un suo Metodo. Ne parlerò.


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